TRUMP: ALLARME ROSSO DELLA SOPRAVVIVENZA

Venerdì 20 Gennaio 2017 @Donald J. Trump è entrato nella Casa Bianca. Questo giorno “will be remembered -scrive su Facebook- as the day the people became the rulers of this nation again”.

Stando a quello che si legge sui giornali e a quello che dicono i giornalisti, il fenomeno Trump sta scombussolando l’Europa, e non solo.

Raul Caruso, ricercatore di Politica economica alla facoltà di Scienze politiche e Sociali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, alla domanda “che stagione dobbiamo attenderci con la presidenza del magnate americano?” risponde: «Si andrà verso una fase “neo-nazionalista”».

Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze politiche e sociali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, in un suo articolo, dopo aver elencato una serie di affermazioni rilasciate da Trump in un’intervista, scrive: “Ne emerge un quadro desolato e preoccupante dello stato di salute della democrazia americana, che ha consentito l’elezione di un candidato le cui idee sul mondo sono un impasto di pregiudizi da bar e colossale ignoranza: una marea di sciocchezze”.

Romano Prodi, ex presidente del Consiglio, in una recente intervista risponde alla domanda “l’Europa è già morta?” dicendo: “Certo, la mia Europa sì. Ma spero che la crisi la svegli. Ora possiamo solo aggiungere: preghiamo… L’augurio è di poter ancora costruire un’Europa che possa reggere, anche se non con un ruolo da leadership come speravo, il confronto con i giganti del mondo”.

Ora, se le informazioni che ci arrivano non sono false, risulta evidente che Trump sta provocando molto noi europei. Oltre ad aver appoggiato la mossa britannica della Brexit, ha definito la Nato un’istituzione “obsoleta” che “non si prende cura della guerra al terrorismo” e ha parlato della Commissione europea come “strumento al servizio di Frau Merkel”.

Di fronte a un provocatore di questo calibro si possono assumere due atteggiamenti: uno polemico e uno riflessivo. L’atteggiamento polemico è quello di chi condanna il mondo attuale vivendo il rimpianto di un mondo migliore. L’atteggiamento riflessivo, invece, prende atto di tutto quello che c’è, sia di positivo che di negativo, e va oltre interrogandosi su di sé, cercando la maniera migliore per affrontare le sfide attuali. Il primo atteggiamento porta o alla rivoluzione o al cinismo. Il secondo atteggiamento costruisce sé e, forse, anche gli altri.

Credo che quello che sta succedendo oggi nel mondo sia una grandissima occasione per l’Europa per tornare su di sé chiedendosi chi è e che cosa desidera. Per far questo occorre adottare, quindi, l’atteggiamento riflessivo. Solo così l’Europa potrà rinforzarsi e stare di fronte al “magnate americano”.

Qualcosa di simile lo dice @Franco Venturini sul @Corriere della sera: “Unità quando è possibile, iniziative forti che oggi mancano, la difesa energica dei propri valori e dei propri interessi, nuovo impegno nella sicurezza e nella politica estera, volontà di essere un soggetto protagonista sulla scena mondiale: soltanto così l’Europa potrà sopravvivere al doppio urto dei populismi interni e del trumpismo esterno. […] L’Europa ha molto da perdere, ma ha anche molto da guadagnare. Invece di abbandonarla a una lenta agonia, Trump suona per lei l’allarme rosso della sopravvivenza. […] Ora tocca agli europei, come dice Angela Merkel, l’onere di decidere il loro destino. Perché saranno loro a scegliere, non Trump.

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