Test di Medicina 2015, abolizione sì, abolizione no: arriva la petizione

Il test d’ingresso a Medicina 2015 verrà abolito: è questa la news che da mesi rimbalza tra i corridoi e che torna alla ribalta dopo i test per le professioni sanitarie appena svolti. Ma abolire il test d’ammissione è davvero una buona mossa?

Quest’anno i test d’ingresso a Medicina sono stati anticipati ad aprile,  tra le polemiche di chi ha dovuto vedersela contemporaneamente anche con la preparazione alla maturità, e le solite proteste per irregolarità, domande ambigue e non pertinenti. Non poteva mancare la classica pioggia di ricorsi,  col risultato che, ancora oggi, il numero degli ammessi continua a crescere (13.000 contro 10.500 posti disponibili).

Test d'ammissione medicina 2015Il test d’ammissione è inadeguato:  quanto si è sempre detto a proposito dell’accesso alle facoltà a numero chiuso, trova riscontro nell‘analisi di Andrea Bellelli, professore di Biochimica alla Sapienza, pubblicata sul Fatto Quotidiano.  Il professore, dati alla mano, fa sapere che il test attuale è da cestinare: risulta “inadatto alla popolazione che deve essere testata perché troppo difficile, o troppo strano”.  Insomma, il test è lontano anni luce dallo scremare gli studenti più meritevoli e in aprile l’Unione degli Studenti lo ha fatto presente alla ministra Giannini in una lettera sottoscritta da circa 9.000 studenti con cui si chiedeva l’abolizione del test d’ingresso, il raddoppiamento dei posti disponibili e numero aperto, vincolato alla frequenza e alla consegna degli esami (2/3 degli esami all’anno e media voto del 20 dopo un anno).

Sembrava destinata a rimanere inascoltata, ma la ministra ha accolto positivamente la proposta ispirandosi al modello francese: numero aperto solo per i primi sei mesi (o un anno) e soglia di sbarramento in base ai risultati ottenuti. Gli studenti di Medicina, Farmacia e Biotecnologie potrebbero iscriversi senza problemi ad un primo anno unico per tutti, e in seguito affrontare la graduatoria: solo chi avesse dato più esami con i voti più alti potrebbe continuare gli studi, con buona pace degli altri. Il progetto per ora è destinato al test di Medicina 2015, ma potrebbe essere esteso ad altre facoltà a numero programmato.

Non sono mancate le esultanze, ma non è tutto oro quel che luccica: col sistema alla francese, le università si troverebbero ad accogliere per un solo anno un numero di iscritti circa 10 volte superiore ai posti disponibili. Per evitare ciò e limitare le iscrizioni, la Conferenza Rettori Universitari Italiani, ha chiesto una preselezione con un test psicologico-motivazionale per gli studenti al quarto anno di liceo, ipotesi che però sembra non essere piaciuta al ministro e soprattutto agli studenti.  “Un test preselettivo al quarto anno di liceo andrebbe categoricamente escluso” ha dichiarato Riccardo Laterza, Portavoce Nazionale della Rete della Conoscenza, aggiungendo che  “a questa proposta risponderemo positivamente solo laddove venga introdotto un sistema di smistamento degli studenti verso i vari corsi di laurea e che non li espella dopo il primo anno di frequenza”.

Difatti il rischio è proprio questo: bypassare il test e iscriversi liberamente, salvo poi vedersi chiudere la porta in faccia e ritrovarsi a non saper cosa fare a un anno dall’inizio degli studi.  Sul problema si è espresso anche Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK – Coordinamento Universitario che, rilanciando l’insostenibilità di un sistema che consenta prima il libero accesso per poi espellere i “non meritevoli” dopo un anno di studi, ha ribadito ancora una volta la necessità di convocare  “un tavolo ministeriale che coinvolga gli studenti stessi nella riformulazione del sistema”.

Nonostante i difetti del vecchio test , il nuovo sistema potrebbe causare ancora più scompiglio, dando troppo potere in mano ai prof e lasciando a piedi quanti, pur avendo una buona media, verrebbero comunque scartati dopo un anno.  Per scongiurare tale pericolo è stata lanciata una petizione promossa dal deputato PD Filippo Crimì, che dissociandosi apertamente dalle posizioni assunte dal Ministro, ha avviato una raccolta firme online per un miglioramento dei test esistenti anzichè la loro abolizione. I punti cardine per la riformulazione del test sarebbero: bibliografia nota e svolgimento telematico secondo modalità ineccepibili, per garantire a tutti la correttezza della prova, ridimensionando così anche il problema dei ricorsi.

Tuttavia, la ministra non sembra intenzionata per il momento a cambiare rotta e anzi l’esperimento potrebbe riguardare anche gli altri corsi ad accesso programmato come Architettura, Veterinaria e Professioni sanitarie. In attesa che tali criteri vengano stabiliti, l’ago della bilancia rimane in bilico: selezione meritocratica per chi studia e dà gli esami con profitto oppure il vecchio test di ammissione tra ricorsi e irregolarità: voi cosa ne pensate?

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