Studenti e lavoro: uno su due vuole restare in Italia

estero o italiaTra i giovani universitari è argomento di comune interesse partire quanto prima per l’estero. Ma siamo sicuri che sia davvero così? Un‘indagine di L’Oréal Italia, realizzata da Ipsos, rivela invece che almeno la metà degli studenti italiani vorrebbe trovare lavoro in Italia. Come mai?

Appare da subito chiaro come gli studenti parlino e desiderino andare all’estero il prima possibile ma solo per studiare. Infatti, i ragazzi fra i 19 e i 26 anni ambiscono ad un’esperienza all’estero formativa e personale anche già dal primo anno universitario, ma nonostante il difficile periodo economico vorrebbero comunque far carriera nel Bel Paese.

È quanto emerge dall’indagine “Gli studenti italiani e il mercato del lavoro”, che evidenzia la grande importanza per le multinazionali, ma ancor più per le piccole medie imprese locali, di investire risorse in Italia per arginare una fuga di cervelli che spesso non è voluta neanche dai giovani stessi.

lavoroCristina Scocchia, Amministratore Delegato di L’Oréal Italia, ha infatti spiegato l’importanza di aiutare i giovani talenti a trovare un ruolo nel mercato del lavoro che sia per loro appagante e in linea con le loro aspettative, e serve farlo qui. L’idea di crearsi un futuro a casa propria è molto radicata nei giovani italiani, infatti troviamo un 60% di studenti universitari che già lavora già durante gli studi proprio per costruirsi al più presto un futuro.

Un altro dato significativo è la considerazione del lavoro stesso: mentre all’estero i giovani mettono al 56% l’importanza di trovare un lavoro appagante; in Italia continuando ad addossare loro ansie circa il futuro si è arrivati ad una quasi parità fra l’idea di realizzarsi in ciò che piace (36%) e quella di essere ben retribuiti (39%), dove il dato più alto è proprio quest’ultimo.

“I dati di questa ricerca ci confermano quanto sia importante creare delle occasioni di ascolto tra i giovani e le imprese, per conoscere le loro esigenze e per informarli sui percorsi professionali tra cui scegliere, già durante il periodo universitario” sottolinea Cristina Scocchia.

Ancora una volta quindi emerge in maniera chiara come sia assolutamente necessaria una stretta collaborazione fra università e impresa. All’estero il 33% degli studenti riesce a relazionarsi direttamente con grandi aziende inviando loro curriculum e candidature grazie al servizio Placement dell’università. Il confronto con l’Italia si ferma su una percentuale del 17%. Non sono dunque i giovani a voler salire su un aereo appena usciti dai portoni delle università, e questo è un dato sufficiente per spronare aziende e istituzioni a dar loro negli anni prossimi i giusti strumenti per far sì che restino in un paese dove c’è sempre più bisogno di loro.

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