SPECIALE TRASFERIRSI IN FRANCIA /2

Fare impresa in Francia: Simone e la start up turistica

In termini di tempo, due settimane, in termini di costo, zero: ecco quanto ci vuole per aprire un’attività in Francia. Il paese più esteso dell’Europa è ancora tra i pochi che riesce a tenere la crisi, se non fuori dalla porta, almeno all’angolo. Con un’economia industriale avanzata e un settore agricolo e vitivinicolo tra i più efficienti del continente, la Francia si distingue, in particolare, per l’industria automobilistica, bastino nomi come Bugatti, Citroen e Peugeot, per quella della moda, con le due holding del lusso più importanti al mondo, LVMH e Kering, e per la gastronomia: parte integrante della cultura nazionale, i prodotti alimentari francesi, su cui spiccano vini e formaggi, sono tra i più ricercati e rinomati al mondo.

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I conti all’attivo, soprattutto se raffrontati a quelli italiani, dipendono in larga misura dal carattere incentivante del sistema imprenditoriale francese che, proprio al contrario del nostro, prevede molte più agevolazioni per gli “auto-entrepreneur”, i lavoratori autonomi, che per i dipendenti degli enti pubblici. Chiunque può creare o chiudere una piccola azienda di prodotti o servizi gratuitamente e online, senza nemmeno il bisogno di recarsi alla camera di commercio. Sembra incredibile? Ecco la storia di Simone, a Parigi da tre anni e imprenditore da uno.

- Simone raccontaci, per prima cosa, perché sei venuto in Francia e che cosa stai facendo.

Sono arrivato a Parigi, da Pescara, la mia città, tre anni fa, per frequentare un dottorato di ricerca in Archeologia alla Sorbona, dopo una laurea in Conservazione dei Beni Culturali presa a Chieti. Per i primi due anni mi sono adeguato facendo di tutto, dal baby sitter allo chef a domicilio, anche perchè non parlavo la lingua, che ho imparato grazie ai corsi di francese organizzati dai municipi, le Mairie: sono molto economici rispetto a qualsiasi altra scuola (un corso intensivo di 60 ore costa circa 150 euro) ma bisogna monitorare le date di inizio perché ci sono molte richieste d’iscrizione. Dallo scorso anno ho avviato un’attività mia, dedicata ai turisti italiani a Parigi.

- Di che attività si tratta?

franciaHo aperto Parigirando, un’agenzia di tour personalizzati per chi viene a fare le vacanze a Parigi dall’Italia. Io faccio la guida turistica e, sulla base di indicazioni ricevute dal cliente, programmo il suo soggiorno. Se è un amante dell’arte penserò ad un percorso culturale, inserendo musei o gallerie, se preferisce il verde, gli mostrerò i parchi e i giardini più belli e così via. L’idea è quella di ampliare i servizi, giusto poche settimane fa sono stato in Normandia a fare qualche sopralluogo nell’eventualità di inserire nuove regioni nei tour, in più sto cercando di avviare un progetto a cui tengo molto, che è quello di organizzare soggiorni per persone affette da sordomutismo e vorrei formare una guida turistica sordomuta.

- Che tipo di autorizzazioni ci sono volute per cominciare?

Qui in Francia per poter essere una guida turistica, e acquisire quindi la qualifica di author guide conférencier, esiste uno specifico corso universitario. Io ho richiesto l’equipollenza della mia laurea italiana presentando la traduzione del mio cv e quella del mio relevé de notes, il libretto universitario. All’inizio ho collaborato con alcune agenzie di viaggi italiane a Parigi e poi l’anno scorso ho aperto una mia società con partita Iva e sono diventato auto-entrepreneur.

- Quali procedure si devono seguire per aprire un’attività in proprio?

franciaIl percorso è molto semplice: basta l’iscrizione online sul sito del Centro delle Finanze Pubbliche. Registri i tuoi dati, indichi la categoria di attività di cui ti occupi e le autorizzazioni che possiedi (nel mio caso il titolo di guida). Dopo due settimane ti arriva per posta il numero SIRET, Système d’Identification du Répertoire des ETablissements, che corrisponde a quello della nostra partita Iva, e le informazioni che riguardano la tassazione, che varia a seconda del tuo status. In base ai tuoi ricavi paghi i contributi ogni tre mesi, oppure ogni sei mesi, decidi tu con quale frequenza, direttamente attraverso il sito. C’è un tetto di 32.600 euro netti annui al di sotto del quale sei esentasse, al di sopra di questi la percentuale delle imposte sul guadagno è di circa il 40%.

- Un regime fiscale davvero conveniente per i più giovani…

Si, è definito “micro-sociale semplificato” ossia apri, gestisci e chiudi la tua piccola azienda direttamente online in tempi rapidissimi e con costi pari a zero. In più, l’essere un imprenditore  non entra in conflitto con altre forme di lavoro e collaborazione.

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