Scuole chiuse: ecco come gli studenti affrontano i “cartelloni”

C’è quello che si butta di petto. Quello che guarda coprendosi la faccia con la mano. Quello poi che sta lontano e scruta le facce dei compagni di classe. E tu che tipo sei? L’anno scolastico si è concluso ed è tempo di cartelloni: stiliamo di seguito una serie di identikit di studenti descrivendo il loro comportamento di fronte al cartellone affisso sui portoni o sui cancelli della scuola. Vi riconoscete?

studenti erasmusCartelloni, amati odiati cartelloni. Sono l’immagine della fine della scuola, la porta delle vacanze. Portano buone o cattive notizie: nero su bianco riportano le sorti di ogni studente. Promossi, bocciati, rimandati; ci sono i voti, i giudizi e anche l’indicazione del “giudizio sospeso” che indica un “debito formativo” da dover colmare entro l’inizio del nuovo anno scolastico. Voi come vi comportate di fronte ai cartelloni? Ecco una serie di personaggi tipo delle scuole: ognuno ha il suo tipico comportamento, più o meno coraggioso.

Lo spavaldo. Lo spavaldo è quello che si butta di petto contro il cancello, si lancia di peso verso il suo destino, riportato su quel cartellone. Rientrano in questa categoria sia quelli molto sicuri di sé, che non temono dunque debiti o sorprese dell’ultimo minuto (in un senso o nell’altro). Non aspettano la telefonata degli amici, anzi anticipano tutti i compagni. Si buttano verso quel foglio con foga gettando subito lo sguardo, senza paura, sulla propria linea scorrendo da destra verso sinistra, ovvero leggendo il giudizio finale ancor prima dei voti e del proprio nome. Voto 8+: temerario!

Il finto timido. Sa benissimo come sono andate le cose. Lo spavaldo può essere anche convinto di avere un debito. Il finto timido invece, tendenzialmente, è quello che deve tenere bene conto della media. Si avvicina al tabellone con la “solita” faccia un po’ intimorita. Ma in fondo sa bene come andrà a finire. Guarda il tabellone della sua classe molto lentamente, cerca il suo nome e scorre la sua striscia analizzandola roboticamente come uno scanner. Dice: “Meno male”, oppure, “Non me lo aspettavo”. E butta anche un occhio sul giudizio dei “rivali”. Voto 6: ma finiamola!

vacanza studioLo zombie. È una specie di morto che cammina. E bianco: il ritratto del terrore. Ha una paura inverosimile di quello che potrà leggere. Si avvicina al cartellone molto molto lentamente. Ha stampato in volto un ghigno che nasconde una fifa tremenda: e ogni tanto si guarda indietro con la voglia di scappare. Guarda il cartellone mettendosi la mano davanti al viso e “sbirciando” i suoi voti tra le fessure delle dita. Voto 7 di incoraggiamento: dai che ce la fai!

Il fantasma. Ci sono due tipi di fantasma ovvero di studenti che non si palesano di fronte al cartellone. C’è quello che sta lontano, molto lontano: qualche centinaio di metri fuori dal cancello della scuola. E si fa riportare tutto dagli amici e dai compagni. E poi c’è quello che invece sta direttamente a casa: si fa inviare dai compagni di banco un messaggio, una foto, un video. Invisibili. Voto 4 e ½: cartellino rosso!

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