Renzi, Giannini e la scuola (che cambierà?)

Renzi e la Giannini vanno per scuola. E promettono di far “dimenticare” l’era Gelmini. Quel che viene da chiedersi è: questa volta funzionerà? L’istruzione italiana ne gioverà? Ma soprattutto: cosa tornerà in tasca agli studenti? Perché le cose che non vanno, lo sappiamo bene, sono tantissime. Noi per intanto incrociamo le dita e guardiamo con diffidenza. Non per sfiducia nei confronti di qualcuno in particolare ma perché il sistema ci ha condotti a questo. Cosa possiamo sperare?

Ecco i punti focali elencati dal nuovo ministro:scuola

1)      Storia dell’arte nelle scuole: SI’. Sulla tanto discussa abolizione della materia è stata ferrea: non si farà. E ha raccontato di un bambino che a Treviso le ha detto di volerla studiare.

2)      I test Invalsi restano

3)      Liceo in 4 anni? Ancora un punto di domanda.

4)      Statali e paritarie: stessi diritti

5)      Il bonus maturità è da ripensare: troppo legato a calcoli ferrei che rischiano di non essere equiparabili in tutte le regioni d’Italia (ma questo, si sa, è un tasto delicato. E la ministra si trova così spiazzata da riconoscere che i suoi predecessori si sono ritrovati questioni già complicate in partenza da affrontare, che saranno altrettanto ardue da gestire da lei).

6)      No agli e-book: la ministra è conservatrice e non intende abbandonare i vecchi, cari (in tutti i sensi) tomi. Spalle e portafogli ringraziano.

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