Più lavoro per i giovani e cala la disoccupazione. C’è da crederci?

I dati Istat sembrano parlar chiaro, la disoccupazione scende e si intravede uno spiraglio di ripresa nel mondo del lavoro, anche per i giovani. Se c’è da crederci o è l’ennesimo fuoco di paglia è ancora presto per dirlo. Il 2015 però pare essere cominciato con prospettive più rosee dell’anno precedente.

disoccupazioneIl lavoro per i giovani tocca di nuovo i livelli del 2012 con circa un’assunzione su tre, mentre nel 2013 si era scesi a una su quattro. Le donne faticano ancora più degli uomini (e non è una novità), infatti solo un posto su dieci è assegnato prediligendo il sesso debole a quello forte.

Da un’attenta analisi della Camera di Commercio di Milano sui dati Excelsior è emerso come le aziende del milanese cerchino un giovane neolaureato nel 22,5% dei casi, contro il dato italiano che si ferma al 14,5%. C’è dunque speranza per le nuove generazioni, o almeno si respira un clima più positivo e propositivo nel mercato del lavoro.

lavoroTale incremento è in parte dovuto al lavoro interinale e ai contratti a progetto. Ma non solo – ribattono i sindacati – è causato anche dal nuovo Job Act e dalle normative sulla Partita Iva, aperta da molti lavoratori a dicembre per evitare le nuove regole. In ogni caso il dato resta significativo: disoccupazione scesa al 12,9% contro il 13,3% di novembre 2014 al massimo storico.

E ancora più decisa è stata la riduzione tra i giovani under 25. In un solo mese infatti si sono recuperati i danni di un anno intero, visto che il tasso dei senza lavoro si è riportato alla soglia di fine 2013 al 42%. Anche se c’è da dire che non è sufficiente un mese per fare affermazioni definitive.

Comunque le prospettive sono buone e i settori in cui sono stati attivati più contratti a progetto, per farvi capire dove mira il mercato del lavoro, sono commercio, servizi alle imprese, servizi alle persone, turismo e industrie metalmeccaniche. I posti di lavoro creati sono stati quasi 100 mila e il premier Matteo Renzi ha risposto così su twitter: «Bene. Ma siamo solo all’inizio».

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