Matteo e il suo #petaloso


Matteo-petaloso-630x421Sui social network sta spopolando il termine petaloso: si tratta di un neologismo creato da un bambino, Matteo, della scuola primaria Oreste Marchesi di Copparo (Ferrara) – terza elementare – che ha avuto la benedizione dell’Accademia della Crusca. A raccontare questa singolare storia è la maestra, Margherita Aurora, su Facebook.

Scrive l’insegnante:

Qualche settimana fa, durante un lavoro sugli aggettivi, un mio alunno ha scritto di un fiore che era “petaloso”. La parola, benché inesistente, mi è piaciuta, così ho suggerito di inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. Oggi abbiamo ricevuto la risposta, precisa ed esauriente. Per me vale come mille lezioni di italiano. Grazie al mio piccolo inventore Matteo.

Nella sua risposta a firma di Maria Cristina Torchia, l’Accademia della Crusca conferma la corretta formazione della parola e ne illustra il significato: «Pieno di petali, con tanti petali». Appena resa nota la corrispondenza, l’aggettivo è balzato su tutti i social network: desiderio del piccolo Matteo, infatti, è quello che entri a far parte del vocabolario ma la Crusca fa notare che una parola entra nel vocabolario solo se è usata. Quindi più la si usa, più c’è possibilità che entri nel vocabolario.


Significato e uso di petaloso

imageNella sua lettera l’Accademia della Crusca riporta anche due esempi dell’uso di petaloso: si può dire, per esempio, «Com’è petaloso questo fiore» o, come suggerisce lo stesso Matteo: «Le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi».

Petaloso, quindi, vuol dire che ha tanti petali. Quelli in –oso sono aggetti di relazione (o relazionali): si tratta di aggettivi che «sottolineano la presenza di una certa qualità». Pertanto petalo -> petaloso.

Sempre Serianni nota che «-oso è piuttosto frequente in voci gergali» ed è molto presente nella pubblicità «che ha lanciato un’automobile come sciccosa, comodosa, risparmiosa, scattosa, viaggiosa».

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