Al liceo con Twitter per studiare Dante: la classe in rete

Twitter entra nelle scuole. E non come strumento di gioco, modo per riempire (o perdere) tempo, divertimento fine a se stesso, ma come innovativa spinta allo studio. @LaclasseinRete su Twitter è un account di gruppo, la terza B dello scientifico del Collegio Vescovile Sant’Alessandro di Bergamo, ed è su Twitter che è iniziato l’esperimento, il tentativo di “usare” il social per studiare meglio.

Studiare e non solo, condividere, diffondere contenuti, partecipare a contest culturali che si svolgono proprio lì, sul social. David Ricciardolo, 16 anni, fa da portavoce della classe e racconta come è iniziato il “gioco”: « All’inizio dell’anno scolastico abbiamo partecipato al progetto #basia1000, ideato da una scuola superiore in Toscana, per commentare i Carmina di Catullo in un modo un po’ diverso : in 140 caratteri. Ci è piaciuto e così abbiamo deciso, come classe, di aprire un nostro blog e un account Twitter e lanciare qualche iniziativa simile, tutta nostra». I ragazzi da alcune settimane sono impegnati con la Divina Commedia e #adottaunaterzina è l’hashtag per partecipare al racconto davidcollettivo del Canto, del singolo passaggio, che li ha più colpiti, che merita di essere spiegato per coglierne profondità e bellezza. Partecipazione libera, aperta a studenti e insegnanti o semplici amanti della materia. « Prima leggiamo in classe, poi commentiamo in rete», spiega David, «quindi prima di arrivare al tweet c’è un lavoro preparatorio e molto studio. Nel nostro piccolo cerchiamo di dimostrare che i social network, se usati bene, possono essere un ottimo strumento di apprendimento».

Il blog è un compito a casa che richiede creatività e competenze, racconta le iniziative a cui i ragazzi hanno partecipato, come la raccolta di filmati autoprodotti “Italy in a day” lanciata dal regista Gabriele Salvatores, propone i grafici con le terzine dantesche più commentate. «Scrivere per il blog ci aiuta e Twitter è un mezzo d’informazione, non serve solo a comunicare fra amici », spiega David, « imparare a usarli per gli argomenti di scuola la rende più moderna e originale». A crederci per prima è stata la professoressa di lettere Giuseppina Zizzo,  dal profilo Twitter appassionata di arte cinema teatro, « ero alla ricerca di strade nuove per una didattica più coinvolgente e ho proposto ai ragazzi il blog e Twitter per le potenzialità che permettono di esprimere. Invogliano a una scrittura pulita, chiara, espressiva; favoriscono le discussioni di gruppo e a fare attenzione al mondo che ci circonda, cosa ancora più importante costringono a monitorare costantemente il tuo lavoro ». I social, dunque, non sono una perdita di tempo, « dipende da come li si usa, in generale trovo più utile esserci dentro e discuterne coi ragazzi piuttosto che ignorare tutto».

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