Liberi da ogni paura, liberi di cambiare

Un ragazzo di vent’anni, un paese dall’altra parte del mondo, tanta voglia di cambiare se stesso, tanta voglia di cambiare ciò che ci circonda, tanta voglia di conoscere e scoprire una cultura completamente nuova, da assaporare. Ci sono viaggi che ti cambiano, in meglio, per sempre. Questa è la storia di Davide, un ragazzo di Roma che ha scelto di partire per uno stage di volontariato con AIESEC.

11815912_1175896155758311_1968790752_nCiao a tutti, mi chiamo Davide Germondari e ho 20 anni. Decisi di partire per il Kenya nell’estate 2015, appena due settimane prima della partenza. Il vero motivo è che intraprendere questo percorso non è stata una vera e propria decisione, ma una necessità. Dopo il primo anno di università, verso maggio-giugno, aprii gli occhi e mi resi conto di aver incentrato tutte le mie energie ed i miei sforzi solo su me stesso. “Ma io non sono questo”, mi dissi.

E così, sentii il bisogno di dedicare le mie energie verso l’esterno, verso l’altro, fino allo sfinimento. Dopo un mese, trovai AIESEC. Decisi anche di partire per una sfida personale, per risolvere dei problemi che avevo con me stesso come l’insicurezza, la paura per il futuro e la mancanza di determinazione.

Metà luglio 2015: finisco la mia sessione d’esame e salgo sul primo volo per Nairobi. L’Africa è quel tipo di esperienza che ti mette alle corde sin dal primo secondo in cui vi metti piede. Ricordo che il mio primo pensiero fu “Di me, qui, non c’è nulla”. Un senso di stordimento e disorientamento mi hanno accompagnato per i primi giorni. Poi c’è l’impatto.

Quella realtà che guardi solo in TV esiste davvero, e forse è anche peggio dal vivo. Una distesa infinita di lamiera ed immondizia, animali che rovistano nella spazzatura e persone che giacciono senza alcuno stimolo vitale a terra, abbandonati a se stessi. Un fetore che si attacca ai vestiti, ai capelli, fino a dentro le ossa.

123Ma poi iniziai il mio progetto di volontariato. Lavoravo in una scuola chiamata Mamma Africa presso lo slum di Mathare, il secondo più grande di Nairobi e dell’Africa orientale. Essere circondato da quei bambini che ridono per il nulla, che sono felici in mezzo alla desolazione, che ti accolgono come un fratello e che ti saltano addosso non ha prezzo; è un qualcosa di unico ed impareggiabile.

Mi sentii in colpa. Come potevo concedermi il lusso di sentirmi triste per un I-phone scheggiato, mentre questi ragazzini, in mezzo alla desolazione, sembrano le persone più felici del mondo? E’ quel qualcosa che dà il senso a tutte le fatiche che consumi e tutte le atrocità alle quali assisti ogni singolo giorno. E’ la motivazione che ti permette di dormire 4 ore a notte ed essere felice come non lo sei mai stato prima, è la motivazione che vince anche la stanchezza e che sorpassa ogni limite.

11119944_1175899965757930_1055871234_nVivevo in una Intern House con un’altra decina di volontari, provenienti da tutto il mondo (ero l’unico italiano!). Il rapporto con loro è stato bellissimo, abbiamo messo su una vera e propria famiglia. Eravamo insieme, in mezzo alla fame e alla povertà, ma eravamo le persone più felici mai viste. Rimango in contatto con loro quasi ogni giorno, abbiamo programmi di rivederci durante l’anno; anche perché, ora, abbiamo degli appoggi disponibili in ogni parte del mondo!

Paragonarmi con loro mi ha fortificato molto, e, come ho già detto, ha creato legami indissolubili. Se ho detto che l’insicurezza era un mio grande blocco, il mio riuscire a creare un rapporto del genere con persone provenienti da ogni parte del mondo (ma cosa potrei mai dire io ad un cinese o ad un brasiliano?!) mi ha dato forza, mi ha dimostrato che il contatto umano è l’energia più grande su questa Terra.

In conclusione, devo dire che AIESEC ed il Kenya in generale, mi hanno dato molto più di quello che mi aspettavo. Sono un’altra persona, sono tornato sicuro e determinato: dopo aver provato questa esperienza, sono molto più convinto e concentrato sugli studi, ho scelto anche il giusto corso di laurea! Sono cresciuto come persona vincendo le mie sfide, sono cresciuto professionalmente applicando molte cose che ho studiato nell’anno precedente, sono cresciuto come uomo, avendo imparato a lottare per vivere le mie passioni senza alcun limite, ho imparato a dedicare tutto me stesso per le cose nelle quali credo veramente.

Ragazzi, non abbiate paura. Partite!

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