Le novità del Jobs Act e i contratti possibili

Con tutte le leggi che cambiano e con la nuova riforma del Jobs Act appena varata, muoversi all’interno del mondo del lavoro e capire tutte le tipologie di contratti attuabili non è facile. Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza insieme.

Serve dire che, nonostante si vociferi che i tipi di assunzioni in Italia siano più di 40, in realtà facendo una ricerca all’interno del panorama contrattuale odierno, possiamo contarne più o meno una decina. Ecco i principali:

lavoro contratto1) CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO “A TUTELE CRESCENTI: è il contratto che tutti sognano, ovvero una posizione lavorativa che diventa fissa. La novità è che dall’entrata in vigore delle nuove regole chi verrà assunto con questo tipo di contratto non godrà più delle tutele dell’Articolo 18, quindi solo chi viene licenziato ingiustamente per discriminazioni potrà essere reintegrato, in quasi tutti gli altri casi, avrà diritto ad un risarcimento, che cresce proporzionalmente agli anni di servizio prestato.

2) CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO: è un contratto di lavoro che ha una scadenza precisa e prima di tale data il lavoratore sa che non può essere licenziato se non per giusta causa.

3) SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO: si tratta di un contratto stipulato con un’agenzia autorizzata dal Ministero del Lavoro per essere impiegato in un’azienda in cerca di manodopera, la quale stipula anch’essa un contratto con la medesima agenzia. In pratica l’agenzia mette a disposizione il suo personale in base alle esigenze di un’impresa. Tale tipologia non esclude il fatto di essere assunti a tempo indeterminato, ma succede raramente.

4) LAVORO INTERMITTENTE: è il cosiddetto “impiego a chiamata”, nel quale è il datore di lavoro a chiamare il prestatore di lavoro all’occorrenza. Le normative in questo caso sono più rigide: si accettano solo giovani under 24 o persone over 55, con obbligo di risposta e indennità di disponibilità.

5) LAVORO PARASUBORDINATO: sono i vecchi contratti a progetto, ovvero le collaborazioni coordinate continuative, meglio conosciute come co.co.co. Tali collaborazioni sono ritenute occasionali se non durano più di 30 giorni in un anno con retribuzione inferiore a 5.000 euro annui. Altrimenti devono essere supportate da un contratto a progetto co.co.pro. Tale contratto è flessibile, senza orari fissi e monteore ma prevede che il progetto stabilito sia concluso entro i termini stabiliti. Dal 2016 però sarà possibile solo in alcuni settori coperti da accordo sindacale, spariranno tutti i co.co.co e co.co.pro nuovi e invece di quelli saranno stipulati contratti di subordinazione.

6) LAVORO ACCESSORIO: la retribuzione in questo caso consiste in voucher (o buoni lavoro), che includono i versamenti minimi assicurativi e previdenziali. Anche in questo caso finora non si potevano superare i 5.000 euro annui, ma si dice che con l’ingresso del Jobs Act la soglia si alzi a 7.000.

contratti7) APPRENDISTATO: ha una durata minima di 6 mesi e massima di 3 anni. Prevede ferie, maternità, contributi pensionistici e accesso agli ammortizzatori sociali. Per i giovani è il miglior contratto in quanto consente (o dovrebbe farlo!) di arricchire la formazione professionale acquisendo le competenze direttamente sul campo.

8) STAGE: non è un contratto di lavoro, ma di formazione al lavoro. Se non è retribuito non è legalmente valido e il compenso deve essere di minimo 300 euro mensili. Ma non è finita qui.

Ci sono anche coloro che non svolgono un lavoro subordinato ma autonomo, ovvero le schiere di PARTITA IVA. Se sei un lavoratore dipendente e ti viene chiesto di aprirla, chiediti sempre perché e vai a fondo della questione valutando bene tutti i pro e i contro. Tieni presente che un lavoratore autonomo paga meno imposte solo se guadagna una cifra inferiore a 30 mila euro annui, e solo fino a 35 anni. Tieni anche conto che i contributi e l’iscrizione all’Inps sarebbero a tuo carico, così come la contabilità e la dichiarazione dei redditi.

Per maggiori info puoi consultare la voce contratti del sito: www.cliclavoro.gov.it

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