Jobs Act: è davvero la svolta?

Si sta parlando così tanto di Jobs Act che i giovani cominciano ad essere confusi. È di nuovo il solito polverone all’italiana dove si promettono molti cambiamenti e non si fa nulla, oppure si sta davvero muovendo qualcosa?

matteo renziFace4Job – la piattaforma che aiuta a trovare un impiego attraverso la pubblicazione di video talent – ha analizzato lo scenario italiano per chiarire ogni dubbio. Le offerte di lavoro aperte in Italia risultano essere 994.160, concentrate in particolare nei settori Technology e IT, Engineering e Manufacturing, seguita da Ospitalità, Turismo e Ristorazione in vista di Expo 2015.

Sembra che siamo ad un punto di svolta, dove il lavoro riparte e i giovani possono sperare in un futuro professionale meno nero degli ultimi anni. Il sito però parla chiaro, i mercati migliori restano all’estero e in particolare è un buon investimento per il proprio lavoro trasferirsi in Cina, India, States e Brasile. Nulla di nuovo quindi, l’Eurozona non accresce la sua offerta ma almeno non decrescono le opportunità di impiego che restano invece stabili. L’Italia tuttavia non si sta rialzando velocemente, ma la grande fiducia è riposta nell’evento dell’anno, Expo 2015. Il settore dell’accoglienza infatti domina ancora con il 52,71%. Ma non stiamo riponendo troppe speranze? Alla fine quanti posti che saranno attivi nei sei mesi dell’evento rimarranno disponibili anche dopo?

Forse è bene riporre molte più speranze nel settore informatico (nei Big Data nello specifico), che invece pare essere non solo più duraturo ma il futuro stesso del lavoro. Il digitale infatti non è limitato agli addetti ai lavori, bensì sta toccando – e lo farà in maniera sempre più totalizzante – tutti i settori d’impiego perché ciò che cambia non è la tipologia di lavoro ma le modalità del lavoro stesso.

Per chi non avesse attitudini nel campo IT, resta saldo in Italia anche il settore Retail, dove risulta esserci una continua richiesta di professionalità con competenze commerciali. Bene quindi cercare di specializzarsi come Responsabili Web Commerce o Web Analist, ma anche Retail Manager e Sale Engineer. Le Risorse Umane sono infine un altro settore che non conosce crisi in questo periodo.

Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha parlato addirittura di 150.000 posti di lavoro in più nel 2015. Sembra per altro un dato confortante se si pensa che lo scorso anno ne sono stati persi circa 200.000. Bisogna anche dire che fino a quando non vediamo muoversi davvero qualcosa ci crediamo poco. Quello che conta più di tutto è non rassegnarsi, sia da parte dei giovani sfiduciati sia dal lato aziende in crisi.

Un buon punto di partenza per chi cerca, come abbiamo già ricordato più volte, è senza dubbio curare bene le Soft Skills. Il panorama professionale cambia di continuo, molto più rapidamente di come lo si immagina e se non siamo noi ad adattarci sicuramente non sarà lui a farlo. Mettersi in gioco e ampliare in autonomia le proprie competenze, rendersi disponibili a innovarsi e adattarsi, e mostrare una prontezza di idee e voglia di fare, sono forse oggi ancor più importanti di un curriculum perfetto.

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