I 40 ANNI DEL KOMANDANTE AL MODENA PARK

Ieri, 1 luglio 2017, Vasco Rossi ha festeggiato i suoi 40 anni di carriera con un concerto epocale al Modena Park. 220.000 persone, 45 canzoni (contando anche gli accenni di medley), 1.500 metri quadri di schermi, 125 metri di palco, quasi 200 TIR, 900 pullman, 60 mila auto, ecc.

Nel 1975, convinto dall’amico Marco Gherardi, Vasco fonda Punto Radio, una “radio libera” destinata a servire il pubblico dell’appenino tosco-emiliano. È il periodo del successo del suo programma radiofonico “Il Muretto”, durante il quale svilupperà tematiche sulla vita e sulla filosofia ritrovabili in molte delle sue canzoni.  L’esperienza della radio segna una svolta per la carriera di Vasco Rossi: diventa uno dei principali dee-jay sia radiofonici sia delle principali discoteche dell’Emilia-Romagna.

Durante una delle serate organizzate dalla radio, Vasco ha occasione di cantare e suonare in pubblico alcune canzoni. Spinto dai suoi amici, soprattutto da Gaetano Curreri, incide nel 1977 il suo primo 45 giri per Borgatti Music. Il suo primo album, ma cosa vuoi che sia una canzone, uscirà nel 1978. La sua carriera pubblica da musicista è cominciata a Modena con il primo concorso canoro vinto a 10 anni e con il primissimo concerto, che lui non ricorda neanche più. Dopo 40 anni siamo qui a Modena Park a festeggiare.

L’evento, come si può ben immaginare, è stato un’impresa organizzativa notevole: mai come oggi domina in sottofondo la paura del terrorismo. Per questo il Gruppo Operativo Sicurezza (GSO) ha “vegliato sul concerto come una sentinella discreta”, da vicino e da lontano.

Il concerto è stato emozionante. Come si evince dall’intervista fatta da Bonolis, Vasco è una persona che non ha paura di raccontarsi così com’è, senza costruzioni. “Se sto male – ha detto – ti dico che sto male”. “Chi sente Vasco ci trova dentro le proprie debolezze, la propria rabbia, le proprie ferite, perfino le proprie maschere” perché quello che lui racconta nelle sue canzoni è la vita. Come dice Valerio Capasa, “dentro quelle canzoni c’è qualcosa di vero, che è di Vasco e che è di tutti: personale e universale, avrebbe detto Ungaretti”.

Non per niente è stato un concerto molto partecipato dal pubblico. Come si legge sul Corriere, “forse più del più grande concerto, quello di questa notte verrà ricordato come il più grande coro di tutti i tempi”: i fans presenti cantavano ogni canzone a squarciagola. Un momento significativo di questa intensa partecipazione è stata la canzone Rewind: donne in reggiseno e in topless volteggiavano sulle spalle degli uomini ballando a più non posso.

Insomma, è stato un evento da record non solo per i numeri ma anche per l’intensità con cui è stato vissuto. Grazie Vasco, continua a cantare per noi con la tua sincera profondità.

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