Generazione bamboccioni: siete proprio sicuri?

Giovedì sera: torno distrutta da una giornata di lavoro in giro per il nord Italia. Ho l’influenza, un raffreddore incredibile e un po’ di febbre. Questa settimana ho lavorato tutte le sere fino all’una. Mi impegno tanto e lavoro molte ore perchè mi piace, perchè sono freelance e se prendo impegni voglio rispettare le scadenze. Ma sono una fra tanti. Anzi, tra i miei coetanei c’è chi lavora molto più di me.

E allora mi fermo a pensare. E rifetto su quante volte persone più grandi di me sputano sentenze sulla mia generazione: “Non avete voglia di fare”, “Facile andare avanti con la pappa pronta”, “Fare il giornalista? Sì, perchè i tuoi ti possono mantenere”, “Bamboccioni!”…bamboccioni

Penso alle generazioni passate. Quelle dei miei genitori (i fortunati baby boomers, che hanno vissuto adolescenza, giovinezza e prima maturità ai tempi del boom economico), quelle dei miei nonni, orfani di guerra, che hanno dovuto superare di certo molte difficoltà, ma che subito dopo sono stati gettati a mille all’ora nella ripresa: le carriere dorate esistevano, le famiglie, per risparmiare, compravano beni immobili. Più rifletto più in me cresce e si radica una certezza: non siamo affatto peggio di loro.

E penso alla mia amica che ha 25 anni, a 19 si è trasferita dal Friuli a Milano per fare la truccatrice. Sono le 21,15 e la nostra cena di sushi è saltata perchè lei è ancora al lavoro e non riesce a rientrare prima delle 23. Penso al mio amico, ingegnere 31enne, che è ancora in cantiere e ci starà tutta notte perchè domani ha progetti da consegnare. E dopodomani pure. Penso al mio coinquilino 29enne che, con contratto a progetto, la settimana scorsa ha passato notti insonni tra Milano, Torino e Verona a progettare e montare vetrine e negozi. E ancora ai miei amici informatici, che hanno cominciato a lavorare a tempo pieno poco dopo i 20 (o prima in alcuni casi) e spesso trascorrono notti insonni a sistemare i “casini” dei siti aziendali.

Siamo una generazione che non ha voglia di fare? Di mantenuti? Incapaci di “farsi” con le proprie mani? La risposta, senza dubbio, è negativa.

Un proposito per il futuro: smettiamo di giudicare chi è più giovane. Di considerarlo meno capace o meno volenteroso. Ve lo posso asssicurare, ci stupirà!

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