Erasmus: dopo 30 anni ancora tanto entusiasmo

“Erasmus” è un acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students e consiste in un programma di mobilità studentesca dell’Unione europea, nato nel 1987. Quest’anno sono trent’anni che esiste questo programma.

Le statistiche a riguardo sono molto positive. Nel 2012-13 sono stati 270.000 gli studenti che hanno scelto di studiare all’estero con una borsa di studio Erasmus (quasi 26mila gli italiani). Spagna, Germania e Francia furono le mete preferite. Nel 2014-15 gli studenti che hanno colto l’opportunità di un soggiorno-studio all’estero sono stati circa 30.875. L’Italia, secondo i dati dell’Indire (agenzia italiana del programma Erasmus) è al quarto posto in Europa per numero di studenti in partenza e invece al quinto posto per quanto riguarda l’accoglienza di stranieri.

Le università italiane da cui partono più studenti, secondo gli studi più recenti, sono: l’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”, l’Università degli studi di Padova, la “Sapienza” di Roma, L’università degli studi di Torino e la Statale di Milano. Gli atenei italiani che accolgono più studenti dall’estero sono l’Alma Mater di Bologna, la “Sapienza” di Roma, l’Università degli studi di Firenze, il Politecnico di Milano e l’Università degli studi di Padova.

Le mete più gettonate dagli studenti italiani, secondo gli studi più recenti, sono: Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Portogallo. Invece gli universitari che vengono in Italia arrivano soprattutto da: Spagna, Francia, Germania, Turchia e Polonia.

Sandro Gozi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli Affari Europei, il 10 Gennaio ha rilasciato un’intervista ad Avvenire in cui rivela la sua grande stima del programma Erasmus e in cui rivela quanto desidera investire su di esso. Ha detto: “Penso a un vero potenziamento del progetto Erasmus di cui proprio quest’anno celebriamo i trent’anni. Possiamo chiedere insieme che nel bilancio 2020-2026 le risorse stanziate per il progetto passino da 2 a 20 miliardi. E che, parallelamente, possa moltiplicarsi il numero di studenti coinvolti. Oggi l’Italia ne manda in Europa 30mila ogni anno; dobbiamo moltiplicare per dieci anche quel numero. L’obiettivo è 300mila giovani italiani coinvolti ogni anno nel progetto Erasmus”. Alla domanda “Perché?” egli ha risposto: “Perché significa dare spazio a una grande pagina della storia dell’Europa. Più opportunità, più cultura, più lingue, più formazione, più visione. Se l’Europa sarà così verrà apprezzata e capita. Ma serve un altro passaggio: Erasmus non dovrà più essere un programma solo per chi se lo può permettere. Bisogna fare arrivare in Europa anche quel pezzo di Paese meno fortunato dove spesso si annida euro-scetticismo ed euro-delusione”.

Oggi i ragazzi che vogliono andare in Erasmus, come si è detto, sono veramente tanti. Le parole di Gozi fanno intuire il valore che ha un Erasmus. Chi non prova questa esperienza non è necessariamente inferiore e “incompleto” rispetto a chi la vive, ma senz’ombra di dubbio è una grandissima possibilità formativa ed educativa. Coraggio giovani!

a cura di Federico Foieni

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