Contratto a chiamata (o a intermittenza): un consulente del lavoro risponde alle vostre domande

In cosa consiste il contratto a chiamata? Per saperne di più abbiamo girato le domande che ci sono arrivate tramite il sito e via mail al nostro consulente del lavoro Antonio Mastropietro.

 

In cosa consiste il contratto a chiamata? Per saperne di più abbiamo girato le domande che ci sono arrivate tramite il sito e via mail al nostro consulente del lavoro Antonio Mastropietro.

Sandra: Come funziona a livello contributivo il contratto intermittente e come si proporziono i contributi?
«È doveroso fare una premessa: come sottolineato dal nuovo premier Mario Monti, per la pensione si andrà sempre più verso il sistema contributivo. Questo significa che quello che sarà percepito una volta andati in pensione, corrisponderà a quanto versato durante gli anni di lavoro. Nel caso del contratto intermittente, quindi, i contributi vengono versati, ma se in quel mese sono stato chiamato 3 volte i contributi riguarderanno solo le effettive giornate di lavoro. Quanto alle cifre, le aziende versano le stesse percentuali di quanto versano per un dipendente assunto a tempo indeterminato (il 38% circa, di cui il 9% è a carico del lavoratore), solo che nel caso del job on call sono proporzionali al periodo in cui si è lavorato».

Francesca L.: Ho un contratto di lavoro intermittente e ogni mese la mia paga oraria varia a seconda delle ore che faccio. Non è mai la stessa cifra,
come mai? (Lavoro in un’agenzia di scommesse, CCNL terziario/commercio)
.
«Indicativamente la paga oraria potrebbe variare in relazione alle ore effettuate nel mese se su queste vengono liquidati anche tutti i ratei di riferimento (ferie, tredicesima, quattordicesima, permessi non goduti). Questa è una cosa che andrebbe stabilita ad inizio contratto. In un caso simile, il vantaggio per il lavoratore è che per ogni ora lavorata ha subito dei soldi in più; per l’azienda di avere liquidato tutto insieme senza dovere emettere buste
paga successive per quanto riguarda quel tipo di prestazione».

Anna: Salve, vorrei sapere perché un’azienda dovrebbe scegliere un contratto a chiamata anziché un tempo determinato e se è più conveniente
per il lavoratore.

«L’azienda da questo tipo di contratto, che possiamo definire un “contratto in nero legalizzato”, trae solo dei vantaggi, anche perché è la soluzione più facile che può adottare per determinati tipi di lavoro. Se infatti decide che quel tipo di opera non è più richiesta, non ha nessun problema: non contatta più il lavoratore e questo senza dare nessun tipo di preavviso né tantomeno dovendo corrispondere un’indennità per la mancata comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro, a differenza di come avviene per i contratti a tempo determinato e indeterminato. Quanto al lavoratore, la convenienza sta nell’estrema flessibilità».

Manlio: Che durata massima può avere il contratto a chiamata? E perché può essere vantaggioso per un precario?
«Non è prevista una durata massima, il job on call può essere sia di tipo determinato che indeterminato. L’azienda, come abbiamo detto
sopra, può però risolverlo in qualsiasi momento. C’è da dire, però, che dà molta più sicurezza un contratto a progetto se è stata indicata
la durata, anziché il job on call: il primo infatti può dare per quel periodo stabilito una continuità che con il contratto a chiamata non
c’è perché non è detto che l’azienda ricontatti il lavoratore».

Beatrice C.: Buongiorno, mi interesserebbe sapere se esiste un limite di volte in cui il contratto può essere rinnovato. E poi che differenze ci sono
con il voucher occasionale? Quale delle due formule è più vantaggiosa, se di vantaggio si può parlare?

«È completamente differente la natura: i contratti a chiamata sono legati ad un contratto collettivo cosa che non avviene con i voucher. Con essi la pensione sarà scarsa: i contributi sono del 13% da versare alla Gestione separata, non si maturano ferie e permessi, sono adottati per un massimo di 3mila euro per quanto riguarda disoccupati e cassaintegrati, 5mila per le altre categorie. Quanto ai vantaggi, consiglierei di farlo in base alla convenienza economica».

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