“CI VEDETE COME MANCANZA DI LIBERTÀ, MA NOI SIAMO LIBERTÀ”

Matteo è un ragazzo di 19 anni, tetraplegico dalla nascita. Da solo non può fare altro che pensare, dice un articolo pubblicato su Avvenire.

Quando ha saputo la ormai nota vicenda di dj Fabo, ha convocato a sé una giornalista per esprimere il suo pensiero a riguardo e per lanciare un appello di speranza a Fabiano Antoniani, desideroso di morire.

Matteo sostiene che il problema di dj Fabo e dei tanti che la pensano come lui è che «vedono la disabilità come un’assenza di qualcosa, invece è una diversa presenza».

Non è questione di leggi in Parlamento, ma proprio di sguardo: «Se le persone vengono misurate per ciò che fanno, è ovvio che uno come me o dj Fabo vuole solo morire. Ma se venissero capite per quello che sono, tutto cambierebbe. Ci vedete come mancanza di libertà, ma noi siamo libertà, se ci viene permesso di essere diversi», ha detto.

La storia di Fabo ormai si è conclusa con il “suicidio assistito”, mordendo il pulsante che avrebbe attivato l’immissione del farmaco letale. Questa vicenda è molto discutibile, come si può leggere su vari social e blog, ma è l’ennesima occasione per riflettere seriamente sul valore della vita. Matteo su questo ha molto da dire a tutti. «Cambiate lo sguardo e lasciateci la libertà di restare noi stessi, allora noi saremo liberi quanto voi», ha concluso.

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