BuzzMyVideos: il successo di Paola Marinone e le opportunità di carriera

Se non avete mai sentito parlare di BuzzMyVideos, vi consigliamo di mettervi comodi e leggervi questa storia. Abbiamo infatti intervistato per voi la fondatrice Paola Marinone per farci raccontare quali opportunità di carriera ci sono nella sua azienda, ma abbiamo anche scoperto un modo di lavorare e un progetto internazionale che valgono davvero la pena di essere raccontati.

BuzzMyVideos Paola MarinonePartiamo dal principio. Come è nato BuzzMyVideos?
«L’idea nasce dall’esperienza che ho avuto prima a Google e poi a YouTube in Irlanda e in Sudamerica. Lì ho potuto notare che l’industria dei video online era in totale crescita e c’era grande spazio per sviluppare strategie nel settore, sfruttando al meglio la tecnologia disponibile attraverso il mondo dell’advertising. E così ho fondato a Londra BuzzMyVideos, che è operativo da marzo 2012 e sempre in crescita, con clienti provenienti da più di cento paesi al mondo»

Perché proprio a Londra, visto che sei italiana?
«Londra è il cuore pulsante del panorama audio/video in Europa e a livello di ricerca di talenti è il luogo migliore. In più il progetto ha avuto fin da subito obiettivi internazionali e l’inglese è la lingua perfetta per cominciare»

Ci spieghi nel dettaglio cos’é BuzzMyVideos?
«È un network internazionale di talenti su YouTube. Selezioniamo i videomakers che secondo noi hanno un alto potenziale di successo, poi li contattiamo per fornirgli una partnership che include consulenza e tecnologia al fine di aiutarli ad emergere e far monetizzare – grazie alla pubblicità – la loro creatività.»

Che qualità cercate nei videomakers?
«È molto importante che abbiano costanza e passione, si deve notare un certo piano editoriale nel loro operato. Devono essere anche originali e avere capacità di fare engagement, ovvero interagire con gli utenti creando una community attraverso commenti e social network»

BuzzMyVideos staffParliamo di lavoro. Se un giovane fosse affascinato da questo settore ci sono possibilità di lavorare per voi?
«Al momento siamo un team di 15 persone di diverse nazionalità e siamo in crescita. Abbiamo posizioni aperte sul sito, le potete consultare qui, e nelle prossime settimane ne caricheremo molte altre, anche di selezione per l’Italia»

E quali profili cercate?
«Cerchiamo profili diversi da posizionare nelle nostre tre macroaree di lavoro. La prima è il team audience development, ovvero coloro che tengono i contatti con gli youtubers e li fanno crescere; poi c’è il team di ingegneri che sviluppa la parte tecnologica e infine coloro che si occupano di branding&sales e intrattengono rapporti con le agenzie di advertising»

Immaginiamo che per lavorare nel gruppo di ingegneri serva essere ingegneri, ma per gli altri due team che percorso di studi bisogna aver fatto o quali skills sono necessarie?
«Noi usiamo parametri un po’ diversi dagli altri recruiter: non serve aver fatto una facoltà o un’altra, a noi interessa solo un inglese fluente perché lo staff comunica solo in inglese, data la sua multietnicità, e una certa conoscenza del mondo pubblicitario in un caso e di social media e mondo video nell’altro.»

Quindi assumete anche senza esperienza?
«Certo, tre dei quattro italiani del nostro staff sono giovani alla prima esperienza. Noi puntiamo moltissimo sulla formazione e ci interessano persone intraprendenti, con voglia di costruire e che si sappiano adattare all’ambiente che cambia. Il mondo video non esisterà per sempre, serve reinventarsi ogni giorno»

BuzzMyVideos staffIl mondo del lavoro oggi non aiuta i giovani, come mai voi andate controcorrente?
«Se uno è giovane per noi è un vantaggio non uno svantaggio perché significa che ha più voglia di costruire con occhi nuovi»

E con la crisi come fate?
«Premesso che BuzzMyVideos è di respiro internazionale quindi non risentiamo molto della crisi, c’è anche da aggiungere che la evitiamo investendo sulle persone. È il modo migliore per essere vincenti perché le persone di qualità sono un valore fondamentale. Questo è il nostro spirito lavorativo e il contrario per noi non avrebbe senso»

Ci racconti una curiosità su di voi per concludere?
«Facendo i colloqui con gli italiani (perché con gli stranieri non succede) mi è capitato spesso di non essere capita. Loro mi chiedevano se lo stage fosse retribuito e io dicevo loro “questo è un lavoro permanent”. Me lo facevano ripetere anche quattro volte, ma per noi è così. Se un giovane dimostra talento e voglia di fare, anche se è alla prima esperienza, noi gli diamo fiducia e lo assumiamo a tempo indeterminato. Questo è BuzzMyVideos!»

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