Beatrice: una campionessa alla maturità

Cinque scudetti in bacheca con la maglia del Geas Basket. Decine e decine di presenze in Serie A e diverse convocazioni con la maglia della Nazionale italiana. Beatrice Barberis è una giocatrice di pallacanestro femminile, una delle promesse del basket rosa italiano. E in questi giorni è alle prese con la maturità. Come affronta l’esame una campionessa dello sport? Ecco alcuni consigli.

Classe 1995, Beatrice ha sconfessato il credo secondo cui chi è bravo sul campo non lo è dietro al banco di scuola. Studentessa del Liceo Classico Partini di Milano si è presentata all’esame finale con un bagaglio di tutto rispetto: 19 crediti. A cui deve sommare 38 punti nelle prove scritte. Campionessa in classe e sul campo dunque.

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Tu sei una delle promesse del nostro basket femminile?
Dicono di sì. Io per il momento gioco perché mi piace, perché è la mia passione più grande e perché mi diverto.

Il tuo curriculum sportivo parla da solo…
Ho vinto cinque titoli italiani giovanili. Che non sono poco. Tutti con la maglia del Geas Basket, squadra con cui gioco ancora in Serie A2. Quest’anno abbiamo sfiorato il passaggio in A1 dopo un’annata da record. Ci riproviamo la prossima stagione.

E la Nazionale?
Bellissimo indossare la maglia azzurra. Quest’anno sono nel giro dell’Under20. Due anni fa ho giocato il Mondiale con l’Under17.

Quante ore alla settimana ti alleni?
Due ore tutti i giorni, poi c’è la partita.

L’attività sportiva a questi livelli non ti toglie tempo allo studio?
Sì, ma cerco comunque di dare il meglio anche a scuola. Non è facile, anche perché i professori non ti riservano di certo un trattamento speciale. Anzi, nel mio caso posso anche dire che alcuni prof mi hanno leggermente penalizzato per colpa del basket.

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Maturità? Difficile?
E’ un percorso, ci si arriva dopo 5 anni di scuola. Ho ottenuto 19 crediti formativi e negli scritti sono andata molto bene, portando a casa 38 punti. Quindi mi presento all’orale con 57 punti in totale. Punto all’80, ce la metto tutta.

Cosa porti all’orale?
La mia tesina ruota attorno al tema della “scelta”. Sono anche in un periodo in cui mi viene chiesto di fare diverse scelte, anche difficili, delicate. Così ho scelto questo argomento. Passo da Kierkegaard a Sartre e Pirandello, dall’angoscia all’impegno politico fino alla maschera.

Dopo la maturità?
Dopo l’orale, il pomeriggio stesso, scapperò in ritiro con la Nazionale a Pordenone. Devo preparare l’Europeo di Udine con l’Under20. Questo intendevo quando parlavo di scelte difficili: non è stato di certo facile scegliere di provare a conquistare un posto in Nazionale mentre stavo preparando l’esame più importante degli ultimi 5 anni di scuola.

Cosa vuoi fare da grande?
Mi iscriverò alla Facoltà di Lettere, in Statale. Mi piace giocare a basket, continuerò a farlo fino a quando mi divertirò. Però voglio anche portare avanti gli studi. La Facoltà di Lettere non è di certo una scelta che può apparire vincente, oggi, con la crisi che stiamo affrontando. Però preferisco fare quello che mi piace.

Come affronta le sfide scolastiche una campionessa? Cioè, come hai affrontato tu questa maturità?
Noi sportivi siamo molto più abituati a reggere le situazioni di stress e per quanto mi riguarda affronto con serenità qualunque risultato perché nessuno meglio di noi sa che si può vincere come si può perdere. Poi sta ad ognuno analizzare il motivo di uno o l’altro risultato.

A proposito di sconfitte. Tu sei stata infortunata per diverso tempo?
Sì, proprio quest’anno. Lo scorso settembre mi sono operata al ginocchio, e sono rientrata in campo solo con l’anno nuovo. E’ stata una sfida anche quella.

Che consiglio dai a tutti i tuoi “colleghi” studenti che devono superare l’ultima fatica universitaria?
Consiglio a tutti di studiare ma non in maniera ossessiva. Le volte che ci si tortura pensando di dover per forza fare bene sono quelle stesse volte in cui quasi sicuramente andrà male.

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