Alessio Tavecchio: il ragazzo che nacque due volte

Avere 23 anni significa avere il sorriso sempre addosso, una grande energia e mille sogni in cui credere. Ma lui a 23 anni lottava per rinascere, per tornare a mordere quella vita che l’aveva morso per prima. Lui è Alessio Tavecchio, e se non conoscete la sua storia ve la proponiamo noi, perché queste sono le storie vere che ci piace raccontare.

Alessio Tavecchio nasce a Bergamo il 7 dicembre 1970. A soli 23 anni un grave incidente motociclistico lo lascia per sempre su una sedia a rotelle, cambiando radicalmente la sua vita. E lui cosa fa? Sorride. Ha sempre considerato quel momento come una rinascita, come l’occasione per reinventarsi, trovare il lato positivo di ogni cosa e motivare gli altri a fare lo stesso.

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«Mi ha dato una nuova consapevolezza di vita. Sono un uomo nuovo, con la voglia di guarire e stare bene con gli altri e con me stesso»

Quel giorno è accaduto qualcosa in lui che lo ha spinto a non rassegnarsi di fronte a questo limite. Inizia allora a nuotare e vince prima i campionati italiani, poi quelli europei e infine approda alle Paraolimpiadi di Atlanta 1996, dove arriva in finale.

alessio tavecchio«Ho puntato su tre valori: il benessere del corpo con lo sport; la formazione e il lavoro per imparare a conoscere e sfruttare i miei talenti naturali e il sostegno psicologico motivazionale per conoscere me stesso»

Oggi è un formatore e un motivatore, con molti progetti all’attivo fra cui una Fondazione che porta il suo nome, per realizzare l’”Open Village Monza”, un centro polifunzionale di riabilitazione, motivazione, lavoro e sport, unico in Italia. Ma non è finita qui, ha pubblicato anche tre libri, di cui l’ultimo “Il ragazzo che nacque due volte” è la storia di quel viaggio alla riscoperta di se stessi che lui ha vissuto sulla sua pelle come una rinascita, dove la consapevolezza di quello che sei nonostante la disabilità, è ancora più importante del percorso di guarigione fisica.


«Iniziate a vivere le esperienze invece di subirle, andate alla scoperta dei vostri talenti, nessuna difficoltà deve precludere le potenzialità personali»

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Alessio non si ferma mai, e dopo essersi sposato e avere avuto due figlie, è oggi anche assessore del Comune di Peschiera Borromeo (Mi) dove si occupa di integrazione sociale-culturale-sportiva e di lavoro, formazione e prevenzione stradale.

«Nel lavoro la persona con disabilità non deve essere considerata una risorsa “diversa” dalle altre, ma va trattata esattamente come loro, nel bene e nel male. Solo così le barriere cadranno e le persone con disabilità diventeranno risorse»

Potete incontrare Alessio Tavecchio all’evento di Diversitalavoro Milano, il 5 giugno. Sarà il moderatore del convegno d’apertura “Storie di opportunità, oltre le barriere”. Una storia vera da cui prendere esempio per essere consapevoli di chi si vuole essere, nella vita come nel lavoro.

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