Affitti fuori sede, la classifica delle città più care in Italia

Studiare fuori sede, ma quanto costi? Molti di noi già lo sanno, altri lo stanno sperimentando in questo periodo, altri ancora lo scopriranno presto o forse mai. Vediamo allora, all’alba del nuovo anno accademico, quali sono le città con gli affitti fuori sede più cari e più economici d’Italia.

contributi per affittoChe studiare costi sempre di più ormai è risaputo, ma non bastano gli aumenti delle tasse o le borse di studio in costante diminuzione a portare a tale assunto: il principale responsabile del portafogli vuoto a fine mese sembra essere proprio quello, l’affitto. Secondo un’indagine del motore di ricerca sugli affitti Nuroa.it, gli studenti fuori sede finirebbero infatti con lo spendere circa il 50% del loro budget mensile per avere un posto in cui dormire.

Complice anche la mancanza di residenze universitarie per cui l’Italia si trova all’ultimo posto in Europa (fonte Eurostudent), i canoni d’affitto svuotano notevolmente le tasche di chi decide di andare a studiare o lavorare fuori. Secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it la media degli affitti fuori sede in Italia è di 380 euro per una stanza singola e 280 per la doppia e la città più cara è Milano, dove il mensile è di 480 (singola) o 320 euro (doppia). Come è facile immaginare Roma è la seconda in classifica (410 euro singola, 300 doppia), seguita da Firenze e Bologna e Torino; decisamente meglio Napoli e Siena mentre le città più economiche per i fuori sede sono Catania e Palermo (180-190 per la singola, 160 per la doppia).

Affitti FuoriI valori sono decisamente alti e come conferma Carlo Giordano, AD di Immobiliare.it i prezzi possono talvolta salire e scendere in relazione alla “vicinanza all’università o alle zone della movida serale”. Questa vera e propria corsa al rialzo che si registra negli ultimi anni, sarebbe effetto di un mercato nero sempre più fiorente e incontrollato, che costringe i fuori sede a vivere spesso in case cadenti a prezzi esorbitanti.

“E’ necessario imporre più tutele partendo dalla lotta contro gli affitti in nero, costruendo nuove tipologie di contratti territoriali concordati per studenti e combattendo il caro affitti” ha dichiarato Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale Udu. Come se non bastasse da quest’anno c’è anche da fare i conti con le imposte: la nuova  Tasi colpisce infatti anche gli inquilini, obbligandoli a una spesa media che secondo un documento diffuso dall’Unione degli Universitari si attesta sui 60-70 euro.

Tasi 2014, quanto pesa su studenti e lavoratori fuori sede

Sul problema Tasi è intervenuto nuovamente lo stesso Scuccimarra: “I comuni che ospitano Atenei potrebbero addirittura evitare questo costo ulteriore agli studenti fuori sede: perché non farlo?l’affitto di una stanza annualmente pesa sulle famiglie almeno 3000 euro (nelle città in cui gli affitti sono più bassi) escludendo tutte le altre spese che uno studente deve affrontare, anche una tassa come la Tasi fa la differenza”.

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